Consulenza Legale

E’ la parte più importante dello studio. Anni di contenzioso definito con ottimi risultati per i clienti ma spesso nei lunghi tempi ai quali la giustizia italiana ci ha abituato mi hanno convinto che “le migliori cause sono quelle non fatte” .

Può sembrare una banale considerazione ma è invece frutto di verifiche continue del lavoro e del servizio reso nei confronti del cliente che hanno orientato la mia formazione verso il settore della consulenza principalmente e del contenzioso in via residuale.

Mi spiego con parole semplici lasciando ai testi di diritto il linguaggio giuridico e le considerazioni strettamente tecniche: il conflitto giudiziario tra due o più soggetti porta spesso alla soluzione dello stesso in tempi troppo lunghi per cui al concetto di causa non corrisponde quello di giustizia, almeno come la intenderebbe il cliente, vale a dire giustizia pronta, decisiva e possibilmente a proprio favore. Pertanto “ fai causa solo se non hai altri strumenti a disposizione”.

Non è un regola assoluta, anzi i casi in cui lo strumento giudiziario offre nell’immediatezza maggiore tutela di un proprio diritto sono numerosi ma è compito dell’avvocato diligente e coscienzioso analizzare le esigenze oggettive del cliente ed orientarne la scelta verso uno strumento piuttosto che di un altro.   

Addirittura quando il cliente è un imprenditore i tempi lunghi del contenzioso si traducono spesso nella totale perdita dell’interesse a proseguire il giudizio o a veder pronunciarsi il Giudice sulle questioni sottoposte alla sua cognizione. 

Per questi motivi negli ultimi anni ho preferito orientare la mia formazione professionale e il mio lavoro verso il cliente, titolare di impresa, che voglia usufruire di un consulente per prevenire le problematiche oggetto di contenzioso e per migliorare giorno dopo giorno la propria azienda.

In questo ambito il contatto diretto con l’impresa mi ha consentito di toccare con mano i problemi quotidiani di questa categoria, quali ad esempio la necessità di una corretta impostazione del rapporto bancario o la necessità di un continuo adeguamento dei contratti con i terzi.

Il rapporto di consulenza continuativa ha poi permesso all’impresa di far conoscere all’avvocato le proprie esigenze e all’avvocato di godere della soddisfazione dell’impresa nel veder migliorare progressivamente la qualità del proprio servizio, con riduzione progressiva dei conflitti grazie ad una corretta impostazione del rapporto impresa/dipendente, impresa/cliente e impresa/banca.

Veder crescere un proprio cliente grazie alla fiducia che questi ha riposto nel professionista è una soddisfazione che va bel oltre quella ricevuta da un pronunzia giudiziale pur comprendendo, da avvocato, che un mondo senza conflitto giudiziario è una mera utopia. 

Oggi i miei ringraziamenti vanno ai primi imprenditori che hanno creduto in me e nel tipo di lavoro che proponevo per seguirli e affiancarli tecnicamente nelle attività di impresa. 

A loro l’augurio sincero di crescere sempre di più e di veder realizzati i propri progetti. 

Giulio Iannotta